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Una targa per Superga

Una targa
abbandonata,

Progetto di ricollocamento della targa commemorativa della Tragedia di Superga presso lo stadio Penzo di Venezia.

Grazie alla ns recente collaborazione con il Venezia FC, siamo venuti a conoscenza della situazione di abbandono del bassorilievo in pietra d’Istria realizzato dall’artista veneziano Giuseppe Romanelli in memoria dei caduti nell’incidente aereo di Superga nel 1949.

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Il progetto

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A 70 anni dall’accaduto, resta vivo e forte a Venezia il sentimento e il cordoglio per il tragico evento che cancellò la squadra del Torino vincitrice di cinque scudetti consecutivi (1942-1943) e che rappresentava quasi la totalità della Nazionale di allora (compresi alcuni ex giocatori del Venezia). Tale il legame con il Torino da dedicare nello stesso anno una targa marmorea dell’artista Giuseppe Romanelli.

Un’opera dimenticata di uno scultore veneziano, in stato di abbandono e attualmente collocata in un posizione indignitosa. Un anniversario mancato (il 4 maggio 2019 sono decorsi i 70 anni), che potrebbe essere riscattato con il recupero e il riposizionamento dell’opera, unito ad un evento commemorativo con la partecipazione di una rappresentanza del Torino Football Club.

La costituzione di tavolo tecnico per la realizzazione di un progetto di ristrutturazione e il ricollocamento della targa in una posizione consona all’opera scultorea stessa e al suo valore commemorativo.

Grazie alla collaborazione dell’artigiano Adriano Cincotto abbiamo verificato lo stato attuale della targa e cosa sarebbe servito per renderla presentabile in una nuova e più dignitosa location all’interno dello Stadio Penzo.
Era per noi importante capire tecnicamente la fattibilità e le implicazioni tecniche ti tale intervento. Saperne i costi orientativi, le specifiche e le necessità di mezzi e lavoro era per noi un punto importante. Da questa «indagine perlustrativa» abbiamo verificato che sono molte le risorse da coordinare; risorse che vanno dalle autorizzazioni, alla legittimità dell’intervento e non ultime le risorse economiche.

Allo stato attuale si stanno verificando le fattibilità burocratiche e i permessi necessari. Non appena definite le tempistiche sarà la volta delle ricerca dei fondi necessari alla ristrutturazione e ricollocamento della targa. La chiusura del progetto prevede una inaugurazione con l’invito dell’attuale squadra del Torino accompagnata ad un importante battage mediatico a ritorno d’immagine e promozione ai possibili sponsor e sostenitori che renderanno possibile questa operazione.

Sei interessato agli sviluppi o a sostenere il progetto? Compila il form qui sotto e sarai aggiornato con tutte le informazioni. 

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L’opera

Il bassorilievo in pietra è ubicato all’interno dello Stadio Comunale di Venezia sotto la tribuna principale, in un angolo attualmente usato per servizi, e ne è impedita la vista completa a causa di una palizzata in rete metallica che lo divide.
Il bassorilievo, raffigura un le leone alato con il Libro chiuso posto davanti ai cinque cerci olimpici.
Ai due lati del bassorilievo, altre due lastre dello stesso litotipo solo iscritte una, la sinistra, con una frase di ricordo in memoria degli atleti del cacio che avevano militato nel Venezia e che erano periti nell’incidente aereo di Superga, il quale aveva coinvolto l’intera squadra di calcio del Torino.

Il bassorilievo è stato eseguitonel 1949 in Bronzetto di Verona dallo scultore Giuseppe Romanelli, artista attivo nella metà dello scorso secolo a Venezia, e che ha eseguito opere che si possono trovare in alcune Chiese di Venezia del territorio limitrofo e in diversi musei non solo europei.

L’artista

Giuseppe Romanelli nasce a Venezia il 2 marzo 1916 ed a Venezia muore il 2 luglio 1982. Fin da bambino dimostra attitudine e una grande passione per il disegno e le tecniche artistiche tanto che a undici anni trascorre ogni suo tempo libero in una bottega di tagliapietra. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Per tutta la sua vita studia qualsiasi forma d’arte antica e moderna. Era profondo conoscitore della lavorazione di ogni materiale dai legno, al vetro, al marmo, alla fusione e sbalzo su vari metalli, alla ceramica, ecc. La sua carriera di scultore lo porta a partecipare a più Biennali d’Arte a Venezia e Quadriennali d’Arte di Roma. Ha insegnato all’Accademia di Belle arti di Venezia, alla Facoltà di Architettura di Venezia ed in altri istituti. Sue sculture, medaglie, incisioni e disegni si trovano in musei, gallerie, collezioni private ed opere pubbliche in Italia ed all’estero, fin dal 1937 ha partecipato a mostre collettive, personali, nazionali e internazionali in Italia e all’estero, alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali di Roma.
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